Alessandro nasce a Latina il 29 marzo 1957, accolto da un ambiente familiare sereno, che ha contribuito fortemente alla sua crescita.
Della sua infanzia scriveva:
“Fin da bambino mi è sempre piaciuto andare a scuola, studiare, riuscire per soddisfazione mia e dei miei genitori… in me nasceva l’esigenza di formarmi un mio modo di vedere la realtà, una mia opinione”.
Attivissimo fin dai suoi anni giovanili, Alessandro condivideva con i numerosi amici la passione intensa per gli sport, organizzando numerosi tornei, le prime attività di volontariato come l’assistenza all’orfanotrofio di Monticchio o quella data ai vietnamiti ospiti del campo profughi, l’impegno da animatore nella Parrocchia dell’Immacolata.
Ci resta anche un piccolo giornale degli anni del liceo intitolato “Realtà” nel quale in un articolo intende la pace come “frutto dell’amore scambievole tra gli uomini”.
Il desiderio di una “solida preparazione al lavoro” lo spinge ad iscriversi alla facoltà di Matematica di Pisa. Dopo qualche anno di studi intensissimi, superati tutti gli esami più difficili, gli si prospettavano già l’insegnamento universitario e la ricerca scientifica. Eppure niente sembra rispondere alle sue più profonde esigenze. Nel tentativo di ritrovare nuove motivazioni ed interessi, decide quindi di concludere gli studi a Roma, dove nel maggio del 1982 si laurea con il massimo dei voti. Nel luglio dello stesso anno espleta il servizio militare come granatiere.
Nel 1980 è invitato ad un incontro di spiritualità al termine del quale commenta:
“Qui vedo persone che sembra abbiano Dio a portata di mano.
Perché Dio non si manifesta così anche a me? Io sono disposto a darGli tutta la mia vita purché mi dica cosa vuole da me”.
È il tempo della scoperta di “Dio Amore”, un Dio vicino all’uomo, che gli appare la risposta definitiva alla sua travagliata ricerca.
L’occasione per sperimentare fino in fondo quanto provato arriva con l’intervento nel terremoto dell’Irpinia, al quale partecipa insieme ad altri cinque giovani.
Uno di questi lo descrive come il più serio nell’impegno, ma anche il più “pazzo” fra loro: lavorava dalle cinque della mattina all’una di notte, dimenticando difficoltà, stanchezza, fame.
Rientrato a Latina tutti gli interessi e i progetti che con il tempo aveva coltivato, come l’idea di formare una famiglia, il piacere della musica, l’impegno studentesco, passano in secondo piano rispetto alla strada ormai intrapresa, che lo spingerà a scrivere anche un diario.
Nell’ottobre del 1983 Alessandro parte per Loppiano.
Loppiano è una cittadella del movimento dei focolari, costruita circa 45 anni fa da persone che vivono un impegno di amore reciproco, non sentimentale, che rende si che tutti siano fratelli.
In questo amore reciproco si lavora, si studia, si fa tutto quello che si fa in un normale paese di qualche centinaio di persone quale Loppiano è.
Pur non perdendo mai i contatti con Latina, Alessandro si tuffa a capofitto in questa nuova esperienza.
Dopo due anni di permanenza a Loppiano la notizia della malattia: sclerosi laterale amiotrofica. Una tragedia dal punto di vista umano, non così per Alessandro.
Nessuno ha mai visto in lui una persona in difficoltà, una persona triste.
Alessandro aveva infatti trovato il motivo della gioia: gioia che per lui nasceva dal saper comprendere e valorizzare tutte le sofferenze, le divisioni, i limiti propri ed altrui, trasformandole in un vivere diverso, autenticamente “umano”.
Una delle ultime frasi da lui dette, “il corpo reagisce sempre meno, ma io sono contento”, ci testimonia la sua volontà di rendere ogni attimo unico, condivisibile nella consapevolezza di non essere mai soli.
Negli ultimi anni la sua vita è stata una passione, nel doppio senso della parola:
come sofferenza e anche come amore, amore appassionato di questa vita.
“Voglio la vita” è infatti il titolo del libro scritto su di lui, però è anche una frase detta e scritta da lui quando ancora poteva scrivere o parlare, poi l’ha semplicemente vissuta in una dimensione che sembrava superare la sua persona.
Alessandro muore a Loppiano il 2 novembre del 1990 all’età di 33 anni.
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